CLAUSTROFOBIA
27 marzo 2009
La Claustrofobia è l’estrema, eccessiva e disabilitante paura dello stare, anche per poco, in spazi chiusi ed angusti come ascensori, piccole stanze, grotte, gallerie, sale di cinema, cabine telefoniche, scomparti del treno, etc.
L’intenso timore della persona è dovuto alla paura che da tali luoghi non si possa più uscire e/o non vi sia aria sufficiente, e che ciò possa addirittura portare alla morte.
Per quanto descritto l’individuo inizia ad avere sintomi di panico con sensazione di soffocamento ed oppressione o di imprigionamento, iniziando da subito a mettere in atto qualsiasi comportamento per uscire dal luogo.
Questa paura degli spazi chiusi finisce per danneggiare le aree sociali, familiari, lavorative ed affettive della persona creando insormontabili e patologici problemi nella vita di tutti i giorni.
Ad esempio utilizzare l’ascensore di casa e dell’ufficio, attraversare un tunnel in auto, fare una risonanza magnetica (esame che prevede lo stare fermi in un tubo stretto e chiuso per diverso tempo), andare a vedere un film con le persona cara, prendere la metropolitana, fare una telefonata urgente da una cabina, e così via.
Nel claustrofobico oltre ai sintomi psico-fisici di paura vi è un atteggiamento di continuo evitamento dello stimolo fobico, anche con la ricerca di spiegazioni e giustificazioni solo però apparentemente logiche.
Occorre sottolineare la sostanziale differenza che intercorre tra la Claustrofobia e l’Agorafobia (situazione psicopatologica spesso riscontrata in chi è afflitto da Attacchi di Panico); l’Agorafobia non è solo la paura degli spazi chiusi, come la Claustrofobia, ma anche di situazioni all’aperto dalle quali non è facile e veloce allontanarsi e trovare una via di fuga.
Un cordiale saluto per te
Dott. Rolando Tavolieri
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Buongiorno Dr. Rolando Tavolieri, leggendo attentamente il suo articolo riscontro le stesse sensazioni. Il mio problema si è presentato nel 1998 sull’aereo tornando dalla turchia, due ore di suplizio come non mi era mai capitato.
A marzo dello stesso anno ho avuto la morte di mia mamma, forse il dispiacere può essere?
Non ho volato per sette anni come facevo una volta con i last minutes.
Qualche volta riesco a superare brillantemente questo ostacolo, mi sono imposta di andare a new york con l’aereo con qualche piccola difficoltà ma ce l’ho fatta.
Non ho più i genitori, vivo sola, ho difficoltà a portare avanti un rapporto con un uomo, passata la fase migliore della conoscenza insomma il primo periodo, perdo un pò di interesse e appena mi si presenta l’occasione, quando capisco che non sono trattata bene come vorrei, faccio in modo di essere lasciata e così di nuovo libera.
Spesso mi chiedo se forso ho io qualche problema !!
Non ho avuto un buon rapporto con mio padre, padre padrone, buono con mia mamma ma forse mi difendeva troppo e così avevo sempre contro mio padre.
Mi sono accorta ultimamente che faccio acquisti abiti borse scarpe anche se non dovrei ma tutto mi serve (non è possibile).
Dopo averle imbrattato il suo PC con i miei problemi le chiedo di analizzare con i pochi elementi che ha sua disposizione e mi dia un consiglio.
Grazie per la sua attenzione
Cordialmente Cristina
Gentile Cristina,
da quello che mi dici non ci sono campanelli di allarme sui tuoi disagi e difficoltà, riguardo al fatto che quando stai col tuo partner mi dici:
“quando capisco che non sono trattata bene come vorrei faccio in modo di essere lasciata e così di nuovo libera”
penso che in futuro quando sarai col tuo nuovo partner per Evitare che succeda di nuovo questo, puoi Semplicemente dire al tuo partner:
- Come Vuoi essere amata e coccolata, trattata
- e lo stesso farà lui
in questo modo ognuno saprà con Sicurezza cosa deve fare per farvi Felici l’uno verso l’altro, sembra una cosa semplicistica, ma invece spesso pensiamo di dare amore o affetto, ma il nostro partner non lo sente o viceversa è perchè ognuno di noi vuole essere amato a modo proprio, quindi è meglio chiarirsi.
Quando accade qualcosa bisogna parlarne per evitare di finire subito il rapporto.
Riguardo alle tue presunte compulsioni a spendere, se dovessi chiederti:
- Cristina che Significato dai ai tuoi acquisti eccessivi?
- Perchè spendi oltre quello di cui secondo te hai bisogno?
Io posso darti tante spiegazioni, ma la chiave ce l’hai tu
un cordiale saluto
dott. Rolando Tavolieri