LA DEPRESSIONE

 

DISTURBI DELL’UMORE

La depressione è un’alterazione dell’umore, caratterizzata da tristezza, senso di solitudine, mancanza di speranza, contrarietà, sensi di colpa e dubbi.

Alcuni individui possono provare questi sentimenti in modo occasionale, mentre altri hanno episodi più frequenti o con effetti che sono duraturi nel tempo: la depressione può infatti durare mesi o anni.

Un esempio riscontrato spesso, è la depressione nelle donne che hanno partorito, nei mesi successivi al parto.

Una volta raggiunto lo status che nella mente è stato desiderato, vissuto con intensa emotività, la donna si sente “svuotata” in senso psicofisico, non ha più energie da riversare all’esterno, si sente in un certo senso priva di uno status, delle emozioni, delle attenzioni che aveva dato senso alle sue giornate fino al momento del parto, ma che non ci sono più. Lo stesso può avvenire per un uomo che lavora per tutta la sua vita e dinnanzi al momento del meritato riposo e alla pensione, si sente inetto, di non essere capace più di nulla, rifiutato e si lascia andare ad una forma di malinconia che lo vede ritirarsi dalle attività quotidiane sociali, familiari o quant’altro. La conseguenza diretta sulla percezione della realtà quotidiana, è che la persona depressa, si focalizza solo sugli aspetti negativi di questa, evitando così di reinvestire energie sulle attività che regolarmente svolge. I manuali diagnostici, chiamano la depressione “disturbo dell’umore”, che è il tono emotivo di base delle persone, che oscilla tra due estremi, la tristezza e l’euforia e che condiziona il fluire delle emozioni, dei sentimenti, delle idee. L’umore è dato dall’equilibrio che determina l’alternarsi di gioie, contentezza, soddisfazioni con infelicità e dolori: questi sentimenti rappresentano la risposta interiore che diamo agli eventi esterni.
La depressione può essere il risultato di una perdita, di un lutto, di una separazione da una persona amata o di una situazione complessa per la quale non si intravede via di uscita, come la disoccupazione, una malattia, l’isolamento sociale e affettivo, diverse frustrazioni.
Se la persona è cosciente delle cause che hanno portato alla sua reazione depressiva, si può pensare che con un aiuto adeguato e in un periodo di tempo ragionevole questa possa superare la sua depressione.
Ci sono persone che sono maggiormente esposte al rischio di soffrire di stati depressivi:

bullet

persone che hanno casi in famiglia di depressione

bullet

persone che ne hanno già sofferto in passato

bullet

persone che abusano di alcol, farmaci e droghe

bullet

persone che sono sottoposte costantemente ad eventi stressanti

bullet

persone che hanno una situazione sociale particolare (anziani, disoccupati, emarginati, emigrati)

bullet

persone portatrici di handicap

COME RICONOSCERE UNA PERSONA DEPRESSA

A parte la diagnostica, che molto ci può aiutare, ma che risulta a volte imprecisa dinnanzi alla molteplicità e soprattutto alla diversità della manifestazione di uno stato depressivo da un soggetto all’altro, molto ci può aiutare l’osservazione.
Qui di seguito sono elencati alcuni comportamenti tipici, che le persone depresso mettono in atto nel corso dello svolgimento della loro giornata:

bullet

non ha voglia di fare nulla, nessuna attività lavorativa, sportiva, di gioco

bullet

fin da appena sveglio si spaventa ad immaginarsi la giornata che deve affrontare

bullet

il momento in cui si sente è meglio, è spesso la sera, al cessare di tutti i suoi impegni

bullet

il risveglio è sempre legato ad un preponderante senso di angoscia

bullet

ha la percezione che il suo stato di malessere è interno e non esterno

bullet

non nutre speranze di miglioramento o di guarigione

bullet

il futuro è nero, non c’è speranza di stare meglio

bullet

spesso ignora il suo problema, dichiarando di essere sempre stato così e comunque di non poter migliorare

bullet

la comunicazione interpersonale è notevolmente ridotta, così come le uscite ed i contatti

bullet

si mostra molto introverso e riluttante a confidarsi

bullet

non prova nemmeno a lottare

bullet

nei casi più gravi, prova un desiderio di morte

bullet

il suo stato di depressione è costante durante il tempo

bullet

non nutre speranza in nessun aspetto della vita

CRITERI DI DIAGNOSI

La diagnosi dei disturbi dell’umore appare complessa, perché su questa, gioca un ruolo importante il fattore tempo, inteso come tempo di insorgenza del sintomi, durata di questi, intensità con la quale si manifestano e si mantengono nel tempo.
Il manuale diagnostico DSM IV li cataloga suddivisi in:
episodi che possono verificarsi all’interno della strutturazione di un disturbo dell’umore, o che invece si possono manifestare in un certo periodo della vita.

Gli episodi depressivi sono:

bullet

episodio depressivo maggiore

bullet

episodio maniacale

bullet

episodio misto

bullet

episodio ipomaniacale

disturbi veri e propri che si suddividono in:

bullet

disturbo bipolare I

bullet

disturbo bipolare II

bullet

disturbo ciclotimico

bullet

disturbo dell’umore dovuto a condizione medica generale

bullet

disturbo dell’umore indotto da sostanze

 

 

 

 

 

 

EPISODIO DEPRESSIVO MAGGIORE

  1. Cinque o più di questi sintomi sono contemporaneamente presenti per un periodo di 2 o più settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da: 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere
    NOTA: non includere sintomi chiaramente dovuti ad una condizione medica generale, o deliri e allucinazioni incongrue all’umore.

1.    umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto e dagli altri

2.    marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto e dagli altri

3.    significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es. un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese), oppure aumento o diminuzione dell’appetito quasi ogni giorno

4.    insonnia o ipersonnia, quasi ogni giorno

5.    agitazione o rallentamento psico motorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato)

6.    faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno

7.    sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplice¬mente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato)

8.    ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri)

9.    pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio.

  1. I sintomi non soddisfano i criteri per un Episodio Misto
  2. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti.
  3. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostan¬za (per es., una droga di abuso, un medicamento) o di una condizione medica generale
  4. I sintomi non sono meglio giustificati da Lutto, cioè, dopo la perdita di una persona amata, i sintomi persistono per più di 2 mesi, o sono caratterizzati da una compromissione funzionale marcata, autosvalutazione patologica, ideazione suicidaria, sintomi psicotici o rallentamento psicomotorio.

 

 

 

 

EPISODIO MANIACALE

  1. Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo, o irritabile, della durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se è necessaria l’ospedalizzazione).
  2. Durante il periodo di alterazione dell’umore, tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti ad un livello significativo (quattro se l’umore è solo irritabile):
    1. autostima ipertrofica o grandiosità
    2. diminuito bisogno di sonno (per es. si sente riposato dopo solo 3 ore di sonno)
    3. maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare
    4. fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente
    5. distraibilità (cioè, l’attenzione è troppo facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti)
    6. aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria
    7. eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati).
  3. I sintomi non soddisfano i criteri per l’Episodio Misto
  4. L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali, o da richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sè o agli altri, oppure sotto presenti manifestazioni psicotiche.
  5. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco o altro trattamento), o di una condizione medica generale.

 

 

 

EPISODIO MISTO

  1. Risultano soddisfatti i criteri sia per l’Episodio Maniacale che per l’Episodio Depressivo Maggiore (eccetto per la durata), quasi ogni giorno, per almeno 1 settimana.
  2. L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali, o da richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche.
  3. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco o un altro trattamento), o di una condizione medica generale.

 

 

 

EPISODIO IPOMANIACALE

  1. Un periodo definito di umore persistentemente elevato, espansivo o irritabile, che dura ininterrottamente per almeno 4 giorni, e che è chiaramente diverso dall’umore non depresso abituale.
  2. Durante il periodo di alterazione dell’umore tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti ad un livello significativo (4 se l’umore è solo irritabile)

1.    autostima ipertrofica o grandiosa

2.    diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposato dopo solo 3 ore di sonno)

3.    maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare

4.    fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente

5.    distraibilità (cioè l’attenzione è facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti)

6.    aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria

7.    eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale dì conseguenze dannose (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati)

  1. L’episodio si associa ad un chiaro cambiamento nel modo di agire, che non è caratteristico della persona quando è asintomatica.
  2. L’alterazione dell’umore e il cambiamento nel modo di agire sono osservabili dagli altri.
  3. L’episodio non è abbastanza grave da provocare una marcata compromissione in ambito lavorativo o sociale, o da richiedere l’ospedalizzazione, e non sono presenti manifestazioni psicotiche.
  4. I sintomi non sono dovuti all’azione fisiologica diretta di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco o un altro trattamento), o ad una condizione medica generale.

 

 

 

DISTURBO BIPOLARE I (EPISODIO MANIACALE SINGOLO)

  1. Presenza di un solo Episodio Maniacale e nessun precedente Episodio Depressivo Maggiore.
    Nota La ricorrenza viene definita come un cambiamento di polarità dalla depressione o un intervallo di almeno 2 mesi senza sintomi maniacali.
  2. L’Episodio Maniacale non è meglio inquadrabile come Disturbo Schizoaffettivo, e non e sovrapposto a Schizofrenia, Disturbo Shizofreniforme, Disturbo Delirante o Disturbo Psicotico Non Altrimenti Specificato.

DISTURBO BIPOLARE II

  1. Presenza (anche in anamnesi) di uno o più Episodi Depressivi Maggiori.
  2. Presenza (anche in anamnesi) di almeno un Episodio Ipomaniacale.
  3. Non vi è mai stato un Episodio Maniacale o un Episodio Misto.
  4. I sintomi dell’umore di cui ai criteri A e B non sono meglio inquadrabili come Disturbo Schizoaffettivo, e non sono sovrapposti, a Schizofrenia, Disturbo Schizofreniforme, Disturbo Delirante o Disturbo Psicotico Non Altrimenti Specificato.
  5. I sintomi causano disagio significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Specificare l’episodio attuale o più recente:

Ipomaniacale: se attualmente (o recentemente) è presente un Episodio Ipomaniacale
Depressivo: se attualmente (o recentemente) è presente un Episodio Depressivo

 

 

 

DISTURBO CICLOTIMICO

  1. Per almeno 2 anni presenza di numerosi episodi ipomaniacali e di numerosi periodi con sintomi depressivi che non soddisfano i criteri per un Episodio Depressivo Maggiore. Nota Nei bambini e negli adolescenti la durata deve essere di almeno 1 anno.
  2. Durante questo periodo di 2 anni (1 anno nei bambini e negli adolescenti), la persona non è mai stata senza i sintomi del Criterio A più di 2 mesi alla volta.
  3. Durante i primi 2 anni di malattia (1 anno nei bambini e negli adolescenti) non è stato presente un Episodio Depressivo Maggiore, Maniacale o Misto.
    Nota Dopo i primi 2 anni di Disturbo Ciclotimico (1 anno nei bambini e negli adolescenti) si possono sovrapporre Episodi Maniacali o Misti (e in questo caso si può porre la doppia diagnosi di Disturbo Bipolare I e Disturbo Ciclotimico), o Episodi Depressivi Maggiori (e in questo caso si può porre la doppia diagnosi di Disturbo Bipolare II e Disturbo Ciclotimico).
  4. I sintomi del Criterio A non sono meglio inquadrabili come Disturbo Schizoaffettivo, e non sono sovrapposti a Schizofrenia, Disturbo Schizofreniforme, Disturbo Delirante o Disturbo Psicotico Non Altrimenti Specificato
  5. I sintomi non sono dovuti all’azione fisiologica diretta di una.sostanza (per es., una droga di abuso, un medicamento), o ad una condizione medica generale
  6. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre importanti aree del funzionamento.

 

 

 

DISTURBO DELL’UMORE INDOTTO DA SOSTANZE

  1. Domina il quadro clinico un’alterazione dell’umore rilevante e persistente, caratterizzata da uno (o entrambi) i seguenti sintomi:
    1. umore depresso o marcata riduzione di interesse o di piacere in tutte o quasi tutte le attività
    2. umore elevato, espanso o irritabile.
  2. E’ evidente da anamnesi, esame fisico o dati di laboratorio il punto (1) o (2):
    1. i sintomi di cui al Criterio A sono insorti durante o entro un me¬se dall’Intossicazione o Astinenza da Sostanze
    2. l’uso del farmaco è correlato al disturbo.
  3. Il disturbo non è meglio inquadrabile come Disturbo dell’umore non indotto da sostanze. Le prove che i sintomi sono meglio inquadrabili come Disturbo dell’Umore non indotto da sostanze comprendono: i sintomi precedono l’inizio dell’uso della sostanza o dell’uso del farmaco); i sintomi persistono per un sostanziale periodo di tempo (per es., circa un mese) dopo la fine dell’astinenza acuta o dell’intossicazione grave, oppure sono notevolmente in eccesso rispetto a quanto ci si attenderebbe dato il tipo o la quantità di sostanza usata o la durata dell’uso; oppure altre prove suggeriscono l’esistenza di un Disturbo dell’umore indipendente non indotto da sostanze (per es., storia di ricorrenti Episodi Depressivi Maggiori).
  4. Il disturbo non si presenta esclusivamente durante il corso di un delirium.
  5. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.
    Nota Questa diagnosi, anziché quella di Intossicazione da Sostanze o Astinenza da Sostanze, dovrebbe essere posta solo quando i sintomi sono in eccesso rispetto a quelli usualmente associati con la sindrome da intossicazione o da astinenza, e quando i sintomi sono sufficientemente gravi da richiedere attenzione clinica a parte.

Specificare il tipo:

bullet

Con Manifestazioni Depressive: se l’umore predominante è quello depresso.

bullet

Con Manifestazioni Maniacali: se l’umore predominante è e1evato, espanso, o irritabile.

bullet

Con Manifestazioni Miste: se sono presenti sia sintomi maniacali che depressivi, ma nessuno di essi è predominante.

Specificare se :

bullet

Ad Esordio Durante l’intossicazione: se risultano soddisfatti i criteri per l’Intossicazione con la sostanza, e i sintomi insorgono durante la sindrome da intossicazione.

bullet

Ad Esordio Durante l’Astinenza: se risultano soddisfatti i criteri per l’Astinenza dalla sostanza, e i sintomi insorgono durante, o poco dopo, una sindrome da astinenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il termine depressione è entrato nel linguaggio comune per indicare una forte discesa dell’umore.

 

In senso clinico il termine depressione indica una sofferenza ben più grave della tristezza caratterizzata infatti da una profonda afflizione, perdita di interesse in ciò che prima dava soddisfazione, sintomi fisici e disturbi del pensiero.

 

Nella depressione la tristezza permea l’intera persona e viene manifestata anche a livello corporeo con sintomi fisiologici. 

 

La persona si sente come vuota e non più capace di gioire, ma anche di arrabbiarsi e quindi di provare qualsiasi emozione e sentimento.

 

Generalmente durante la depressione l’appetito diminuisce o aumenta e di conseguenza si assiste ad un dimagrimento o ad un aumento di peso, la stanchezza aumenta, i movimenti si rallentano o si fanno più agitati, i gesti e le mimiche facciali si impoveriscono ed il sonno si fa instabile aumentando o diminuendo eccessivamente.

 

La persona smarrisce inoltre la capacità di pensare, di concentrarsi e di prendere decisioni e rimane molto tempo a rimuginare sui propri errori e su cose negative in realtà sopravvalutate ed idealizzate.

 

Tale continuo rimuginare porta ad ulteriori sintomi psico-fisici negativi, a sensi di colpa, ad idee circa il suicidio e può trasformarsi in veri e propri deliri di pensiero.

 

Vi sono degli ulteriori disturbi psicologici che frequentemente si presentano insieme alla depressione; essi sono il Disturbo Ossessivo-compulsivo, il Disturbo di Panico, l’Anoressia e/o la Bulimia.

 

La depressione è doppiamente più comune nel sesso femminile sia in età adolescenziale che adulta rispetto al sesso maschile.

 

Il tasso di malattia sembra non essere in relazione con l’etnia, l’educazione, il reddito o lo stato coniugale.

 

La depressione può esordire ad ogni età, con un’età media di esordio intorno ai 25 anni; inoltre essa spesso segue un grave e stressante evento per l’individuo, come ad esempio la morte di una persona cara.

Un cordiale saluto per te

Dott. Rolando Tavolieri

Vuoi un Colloquio Personale?:

http://ti-aiuto.com/?page_id=993

Consulenza Telefonica?:

http://ti-aiuto.com/?page_id=264

Consulenza via Email:

http://ti-aiuto.com/?page_id=955

Problemi con i tuoi Figli?:

http://ti-aiuto.com/?page_id=922

Scrivi sul blog:

http://ti-aiuto.com/?page_id=842

L’Atteggiamento giusto verso il Partner:

http://ti-aiuto.com/?page_id=947

Malattie  Psicosomatiche:

http://ti-aiuto.com/?page_id=887

Come Riuscire a Gestire la Rabbia:

http://ti-aiuto.com/?page_id=932

  IL GRANDE ANTIDOTO ALLA DEPRESSIONE – 1° PARTE

DEPRESSIONE POST PARTUM

Se nella donna compaiono sintomi che rispecchiano una situazione psicopatologica di depressione entro le 4 settimane dopo un parto, si tratta della cosidetta Depressione Post Partum. 

 

Il periodo dopo il parto rappresenta per molte donne un momento particolarmente duro, dove ciò che viene psico-fisicamente vissuto spesso contrasta con l’idealizzazione che la persona si è costruita della maternità. 

 

Dopo il parto, in alcuni casi, la donna può subire un calo dell’umore ed una certa instabilità emotiva delle quali essa non si rende conto o che comunque fatica a riconoscere e ad affrontare, attribuendo tale flessione della propria salute psicologica a sé stessa. 

 

Ciò provoca senso di colpa, rabbia, ansia, paura di far del male al proprio figlio, ed ancor più instabilità dell’umore.

 

Dunque la donna che soffre di Depressione Post Partum sperimenta una costante sensazione di inadeguatezza nei confronti del ruolo di madre appena assunto, ed una certa delusione perché la maternità si è rivelata un esperienza assai distante da quella che si era immaginata e che, quindi, si aspettava.

 

Tale situazione può essere aggravata dalle persone care vicine alla donna, per le quali la nascita di un bambino non può che essere una tra le cose più meravigliose al mondo.

 

Dunque il confrontarsi con l’ambivalenza dei propri sentimenti, e degli stati d’animo delle persone vicine provoca nella donna intenso sconforto psichico contraddistinto da: ansia, tristezza, pianto spontaneo molto dopo la durata abituale del cosidetto “baby blues” (cioè, 3-7 giorni dopo il parto), irritabilità con il neonato e con il partner e/o distacco da essi, mancanza di energie mentali e fisiche, perdita di appetito o tendenza a mangiare in modo eccessivo, attacchi di panico, disturbi del sonno, come ad esempio insonnia o ipersonnia, e mancanza di desiderio sessuale

 

La verità è che una madre può provare emozioni negative e contrastanti rispetto alla propria maternità, e ciò non vuol significare che essa non adori e non sappia accudire e far crescere il proprio figlio. 

 

Il temere di non essere in grado di portare avanti nel migliore dei modi una maternità e lo spaventarsi, il deprimersi o l’irritarsi difronte al proprio bambino o bambina, sono comuni a tutte le neo-mamme del mondo.

IL GRANDE ANTIDOTO ALLA DEPRESSIONE – 2° PARTE

  1. paola
    27 agosto 2010 a 9:18 | #1

    VOGLIO COMBATTERE UNA DEPRESSIONE CHE MI AFFLIGGE DA UN PO’ DI TEMPO…

  2. paola
    27 agosto 2010 a 9:19 | #2

    PRATICO EQUITAZIONE E VORREI COMBATTERE I MIEI ATTACCHI D’ANSIA…

  1. 16 giugno 2010 a 6:44 | #1